Dal giornale della LILT Ligure “La Nostra Salute” n. 1/2018

IL MICROBIOMA INTESTINALE. UN UNIVERSO

Il nostro organismo è completamente colonizzato da microrganismi quali funghi, virus ma soprattutto  batteri localizzati sulla pelle, nelle vie aeree, nella bocca, nell’ intestino, nel tratto uro-genitale e senza i quali non potremmo vivere, per una biomassa complessivo di 1 Kg.-1,5Kg di peso. Questo insieme costituisce il microbiota e si stima che  possiamo ospitare fino a 10.000 specie diverse di batteri e che il numero di microrganismi che ospitiamo superi il numero di cellule che costituiscono il corpo umano. Il microbiota possiede naturalmente un patrimonio genetico, il microbioma, (MB) costituito da 3 milioni di geni funzionanti a fronte di  30.000 geni funzionanti nell’uomo.

I batteri presenti in una determinata zona del corpo, ad esempio sulla pelle, sono diversi da quelli presenti nell’intestino e ciò rivela l’incredibile biodiversità che ci caratterizza come un’impronta digitale. Sono state  difatti sviluppate tecniche forensi  in grado di identificare con buona precisione un individuo sulla base del DNA microbico che può aver lasciato sugli oggetti che ha toccato.

Al momento della nascita il neonato è sterile ma durante il passaggio attraverso il canale del parto viene   immediatamente colonizzato dai microrganismi  della zona genitale materna e in seguito dalla fase dell’allattamento, dall’ambiente circostante e infine dai cibi. Il MB delle creature nate con taglio cesareo come di quelle allattate artificialmente appare profondamente diverso e impiega più tempo a stabilizzarsi.

Nei primi 4-36 mesi di vita, a seguito del contatto con i genitori, il cibo, l’ambiente, il MB si sviluppa e si trasforma e contemporaneamente cresce  il Sistema Immunitario che trova nel Microbioma il suo “ maestro “ dal quale imparerà a distinguere i microrganismi amici da quelli patogeni, con istruzioni fondamentali per i meccanismi di tolleranza e di difesa. Questo periodo della vita è estremamente prezioso perché qualsiasi evento positivo o negativo che può agire sulla flora batterica lascia un segno indelebile, una sorta di imprinting su quello che sarà il MB del soggetto in futuro. Nell’adulto la situazione è diversa perché intervengono altri fattori che possono influenzare il MB : assetto ormonale (gravidanza, menopausa), stress, terapie farmacologiche, età, oltre alle scelte alimentari che, svolgono un ruolo chiave nel determinare la composizione individuale del MB. Le eventuali modificazioni sono molto più lente perché si instaurano su un proprio MB già stabilizzato nel tempo per cui l’eventuale alterazione sarà transitoria e tenderà poi a ritornare alla sua composizione originale. Nella senescenza il MB si  trasforma.

Quali sono le principali funzioni del MB intestinale ?

Un effetto “ barriera” contro la proliferazione di germi patogeni mediante un meccanismo di “esclusione competitiva”, la regolazione e la modulazione del sistema immunitario di cui il 70% risiede nell’intestino tenue, la produzione di vitamine (Ac. Folico, Vit.K, Vitamine del gruppo B), la regolazione della motilità intestinale, il condizionamento del comportamento psichico.

Quali fattori determinano il MB intestinale?

Fondamentalmente  l’età, il luogo di origine, la dieta. Ognuno di questi presenta una tale quantità di VARIABILI  per cui è difficile inquadrarlo con concetti definitivi e chissà se sarà mai possibile visto che stiamo parlando di un soggetto DINAMICO. Qualche esempio esplicativo : l’alimentazione . Il passaggio a una dieta vegetariana o viceversa modifica  il MB del soggetto,  come il MB di chi vive a Palermo sarà diverso da chi vive ad Aosta. Studi effettuati su un campione di bambini del Burkina Faso comparato a un campione di bambini europei ha dimostrato che il MB dei bambini africani era identico a quello dell’elefante.

Cosa comporta la perdita dell’equilibrio del MB intestinale ?

Determina il passaggio dall’eubiosi ovvero  la condizione in cui esiste un equilibrio tra batteri buoni e quelli dannosi cui corrisponde un buon funzionamento di tutto l’organismo alla disbiosi, che è all’origine di molti stati patologici non solo a carico dell’intestino, ma anche  della sfera immunologica, a patologie metaboliche e perfino a disturbi comportamentali e dell’umore.

Esistono metodiche diagnostiche per definire il MB ?

Si, esistono Kitt diagnostici ancora molto cari che richiedono grande oculatezza nell’uso. Un ulteriore passo in avanti nella terapia delle patologie del MB intestinale, riconosciuto ormai come UN VERO E PROPRIO ORGANO METABOLICAMENTE ATTIVO è il trapianto del Microbiota fecale o batterioterapia fecale.

Questo trattamento medico, non farmacologico, consiste nell’isolamento della flora batterica di un campione di feci di un donatore mediante sofisticate tecniche microbiologiche  di purificazione. Il liquido ottenuto viene poi somministrato al ricevente. Con questa tecnica è possibile curare una vasta gamma di malattie infiammatorie dell’intestino e del Sistema Immunitario. Al momento questa terapia si effettua solo su pazienti affetti da colite da Clostridium difficile recidivante resistente alla terapia antibiotica.

A conclusione di queste brevi note su un universo in continua espansione mi piace ricordare che  le prime  ricerche risalgono solo a circa 20 anni fa quando dalla microbiologia tradizionale si è passati a quella molecolare. Un passaggio epocale nel quale sono riposte tante speranze e che trasformerà necessariamente l’approccio  medico nella diagnosi e nella terapia di  svariate patologie sulle quali c’è ancora tanto da scoprire e da comprendere.

Wally  De Pirro

“Nell’ultramicroscopia, il futuro della scienza”

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